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about le news tramandate dal tam tam del Griòt. Nella cultura africana il “griot” rappresenta il saggio, colui che conosce l'origine e la storia della propria comunità. Attraverso la parola, la tradizione orale il griot riesce a trasmettere alle nuove generazioni il senso della loro identità, le immagini del tempo passato. altri link griot sans-papiers blog archivio giugno 2005 marzo 2004 febbraio 2004 counter visitato *loading* volte |
martedì, giugno 21, 2005 I
Ogni anno l’Italia espelle o rifiuta l’ingresso a migliaia di cittadini stranieri, alcuni dei quali richiedenti asilo, sulla base del loro tentato o effettivo ingresso illegale o soggiorno irregolare. Nell’attesa dell’espulsione, molte di queste persone sono detenute nei Cpta, a volte anche fino a 60 giorni. La legislazione entrata in vigore due mesi fa consente la detenzione della maggior parte dei richiedenti asilo in “centri di identificazione” mentre le loro richieste di asilo vengono esaminate con una procedura accelerata. Il rapporto contiene dettagliate denunce secondo cui persone detenute nei Cpta sono state sottoposte ad aggressioni fisiche da parte di agenti delle forze dell’ordine e del personale di sorveglianza e alla somministrazione eccessiva e abusiva di sedativi e tranquillanti. Molte persone incontrano difficoltà nell’accedere alla consulenza di esperti, necessaria a contestare la legalità della loro detenzione e del relativo ordine di espulsione. La tensione nei centri è alta, con frequenti proteste, inclusi tentativi di fuga e alti livelli di autolesionismo. I centri sono spesso sovraffollati, con strutture inadeguate, condizioni di vita contrarie alle norme dell’igiene e cure mediche non soddisfacenti. Gli Stati detengono la potestà di controllare l’ingresso, il soggiorno e l’espulsione dei cittadini stranieri dal proprio territorio. Essa, tuttavia, deve essere esercitata nel rispetto delle leggi e degli standard internazionali in materia di diritti umani e di diritti dei rifugiati. L’esercizio della sovranità statale non può avvenire a scapito dei diritti umani fondamentali dei richiedenti asilo e dei migranti, qualunque sia il loro status giuridico. Vi è una crescente restrizione dell’accesso ai Cpta e le richieste avanzate da Amnesty International sono state sinora rifiutate. Per quanto non sia possibile confermare la totale veridicità di tutte le denunce concernenti i centri, queste sono rese credibili dal loro numero, coerenza e regolarità, e dalle conclusioni degli organismi intergovernativi e di serie organizzazioni non governative nazionali e internazionali. Molte persone nei Cpta incontrano difficoltà nell’accedere alla procedura di asilo, con il conseguente rinvio in paesi dove sono a rischio di gravi violazioni dei diritti umani. Durante l’ultimo anno, più volte l’Italia ha espulso interi gruppi di persone detenute dopo essere giunte via mare, senza un’adeguata considerazione di ogni situazione individuale, in violazione degli standard internazionali dei diritti umani e del diritto dei rifugiati. Il modo in cui il governo affronta gli arrivi via mare sta seriamente compromettendo il diritto fondamentale di chiedere asilo e il principio di non-respingimento, che proibisce il rinvio forzato di chiunque verso un territorio in cui possa esservi un rischio di violazioni gravi dei diritti umani. Amnesty International ha elaborato una serie di raccomandazioni, che chiede alle autorità italiane di considerare in via prioritaria. In tali raccomandazioni vengono sottolineati i principali standard internazionali già applicabili alle persone trattenute nei Cpta e nei centri di identificazione e sono evidenziate linee guida sulle procedure di “rinvio forzato” di cittadini stranieri, adottate dal Consiglio dei Ministri del Consiglio d’Europa nel maggio 2005 e nelle quali si richiamano i diritti esistenti sulla base delle norme internazionali. Secondo l’organizzazione per i diritti umani, “è giunto il momento che le autorità italiane riconsiderino profondamente la loro attuale politica, legislazione e prassi circa la detenzione, le condizioni ed il trattamento dei migranti irregolari e dei richiedenti asilo, assicurandone un adeguamento agli standard internazionali dei diritti umani e del diritto dei rifugiati”. Amnesty International - Italia giovedì, giugno 16, 2005 Sangue e onore nel varesotto E' in questo clima che i Blood&Honour cominciarono a girare per il centro della città di Roberto Maroni. Non c'è nessuno a Varese che non sappia benissimo chi sono, nomi e cognomi, piccoli screzi e stupide intimidazioni sono faccende di tutti i giorni. Interrotte ogni tanto da episodi più gravi, ancora aggressioni all'Anpi, minacce e lettere intimidatorie al quotidiano locale La prealpina. Anche se a Varese, vista l'abbondanza di soggetti di estrema destra, è sempre difficile puntare il dito contro questo o quel gruppo. Nel maggio 2001 però non ci sono dubbi: due Blood&Honour entrano in un bar e pestano a colpi di crick un cittadino turco dopo una banale lite tra automobilisti usata come pretesto. Nel febbraio 2003, però, un fatto di cronaca spiazza il gruppo neonazi. In una località turistica della Spagna del sud viene ucciso a colpi di coltello Saverio Tibaldi, il fondatore dei Blood&Honour varesini. Vantava una lunga fedina penale, violenze fuori e dentro lo stadio, spaccio e una condanna definitiva per lesioni. La perdita del capo fa sbandare la truppa che perde coesione. Intanto nel 2004 a Varese arriva Forza Nuova, che alla vigilia delle elezioni europee con la Mussolini preferisce tenere un profilo basso e ufficiale: fa banchetti. Il Varese Calcio, sempre nel 2004, va in crisi finanziaria e viene retrocesso in «eccellenza», a mantenere calmi i Blood&Honour probabilmente interviene anche qualcuno dei Giovani Padani e il gruppo sembra accettare la tregua, continuano però a bazzicare indisturbato per le vie del centro senza fare troppi danni. Fino a ieri. martedì, giugno 14, 2005 Spedizione punitiva di ultras contro una pizzeria di extracomunitari
Feriti un albanese e un poliziotto nel corso di una rissa Barista assassinato, disordini a Varese Gabriele Moroni VARESE — «E non finisce qua». Il coro si alza dal centinaio di teste rasate che presidia piazza Cacciatori delle Alpi a Varese. È la colonna sonora di una giornata interminabile, di violenza e tensione con un bilancio da guerriglia urbana. È il violento contraccolpo alla morte di Claudio Meggiorin, il giovane barista di Besano ucciso sabato sera con due coltellate da un albanese irregolare. Drammatica la successione. Il tentativo di linciaggio di un albanese in pieno centro di Varese. Due feriti: l'albanese aggredito e un agente della questura in borghese intervenuto a difenderlo. Il carcere varesino dei Miogni assediato dagli ultras. Tensione e traffico paralizzato in centro. A Besano una pizzeria gestita da una coppia di coniugi albanesi devastata da un commando di tre uomini. L'episodio più grave verso le 19,30. Un gruppo di una cinquantina di ultras, appartenenti alla frangia più estrema della tifoseria del Varese Calcio, si stacca dalla manifestazione e inizia a percorrere le strade del centro per quella che dovrebbe essere una spedizione punitiva contro gli albanesi. Davanti a una libreria in via Morosini un gruppo di una quindicina di persone blocca un ragazzo albanese. Il giovane tenta di fuggire, ma viene raggiunto, scaraventato a terra, picchiato. Calci e pugni anche per l'agente in borghese intervenuto in sua difesa. In due feriti sono ricoverati all'ospedale di Circolo di Varese. Le loro condizioni non sono gravi. La manifestazione degli ultras era iniziata verso le 18 in piazza Cacciatori delle Alpi, di fronte al tribunale. Slogan minacciosi contro gli albanesi. Minacce non dimenticare, di far pagare la morte di Claudio. Si è quindi formato il corteo dei cinquanta che ha iniziato a sfilare nelle strade del centro, ha incrociato la manifestazione organizzata dalla Lega Nord e si è quindi diretta verso il carcere. In corso Matteotti è stato affrontato anche il questore Giovanni Selmin. Il presidio davanti alla casa circondariale dei Miogni è proseguito per circa venti minuti, controllato da agenti e carabinieri in assetto antisommossa mentre i manifestanti scandivano «albanesi di m ...» e «albanesi tutti appesi». Dopo un fitto parlamentare è stato tolto il presidio al carcere. Il corteo si è nuovamente diretto verso piazza Cacciatori delle Alpi. Le forze di polizia lo hanno bloccato in piazza Beccaria. Ci sono stati lunghi minuti di tensione, con la polizia che faticava per reggere la pressione dei manifestanti. Intanto era iniziata la manifestazione della Lega Nord con una fiaccolata e gli interventi del ministro del Welfare Roberto Maroni, del segretario della Lega Lombarda Giancarlo Giorgetti, del senatore Luigi Peruzzotti. Il corteo degli ultras si è diretto verso la stazione ferroviaria e poco dopo si sono verificati gli scontri coi due feriti. In serata alcuni manifestanti sono stati condotti in questura. La tensione era deflagrata per la prima volta alle tre del pomeriggio a Besano. Tre uomini (due massicci, teste rasate e braccia tatuate e un terzo con un berrettino) sono scesi da una Station Wagon scura e hanno preso di mira la vetrata di una pizzeria da asporto, la «Jolly Pizza», proprietà di due albanesi. Prima un lancio di pietre contro la vetrata. Poi i tre si sono accaniti brandendo delle sedie. La vetrina esterna è stata sfasciata. Quella interna ha resistito (nella foto, la vetrina infranta della pizzeria). È stata anche una giornata di interventi politici. «Le pene previste dal codice – ha detto il ministro della Giustizia Roberto Castelli – sono più che sufficienti. Non c'è bisogno di toccare il codice. Basta applicare le leggi esistenti. Ricordo che per un reato del genere c'è l'ergastolo». L'augurio del guardasigilli è quello di «pene certe ed esemplari» per un delitto «efferatissimo, gravissimo e con l'aggravante del futile motivo». «Condivido – ha detto Maroni – le parole del ministro Castelli: è il momento della severità e della tolleranza zero». Paolo Cento, coordinatore dei Verdi, ha annunciato la richiesta all'Unione «di inserire tra i primi punti del programma di governo l'abrogazione della Bossi-Fini, una legge, quella sì, da spazzare via, anche perché è evidente il suo fallimento». I funerali di Claudio Meggiorin si dovrebbero svolgere giovedì pomeriggio nella chiesa di San Giovanni Battista e San Martino a Besano. Intanto, legate dal dramma di un figlio ucciso e di uno accusato di esserne l'assassino, non potrebbero restare più lontane: da una parte, la madre del barista vuole solo «che sia fatta giustizia», mentre la madre di Fatjon, il diciassettenne albanese arrestato per concorso in omicidio insieme con il connazionale ventunenne Vladimir Mnela, continua a chiedere «scusa». (martedì 14 giugno 2005) fonte lunedì, giugno 13, 2005 OMICIDIO BARISTA: CASTELLI, CLANDESTINI PORTANO CRIMINALITA'
"Purtroppo non c'e' nessuna novita'. Da anni diciamo che i clandestini portano criminalita' e questa e' l'ennesima dimostrazione. Da anni diciamo che tra i minori sono in aumento i reati efferati. Avevo proposto una riforma che affrontasse il problema, ma il Parlamento l'ha bloccata". Lo afferma il ministro della Giustizia, Roberto Castelli, sull'omicidio di ieri sera di un barista a Varese. () MIGRANTI: NAUGRAGIO AL LARGO DEL MAROCCO, MORTI 14 CLANDESTINI
(AGI) - Tangeri, 13 giu. - Almeno quattordici migranti clandestini sono morti al largo della costa del Marocco nel naugragio di un un gommone su cui avrebbero dovuto raggiungere la Spagna. La corrente ha riportato su una spiaggia a est di Tangeri i cadaverei di quattro donne, sei bambini e due uomini.Altri a bordo del battello -le autorita' locali ritengono che si fossero imbarcate dalle 90 alle 115 persone- sono riusciti a raggiungere a nuoto la costa. Le vittime erano tutte africane e si presume che facessero parte di quelle carovane di disperati che attraversano il Sahara verso nord, nella speranza di raggiungere l'Europa. (AGI) - 131718 GIU 05 lunedì, marzo 29, 2004 La Francia punisce l’arroganza di Chirac
La Francia volta le spalle a Chirae. E al secondo tuirno delle regionali reghala la vittoria ai socialisti. La maggioranza di centrodestra esce con le ossa rotte dalle urne: dal 1988 controllava 14 delle 22 regioni metropolitane. Nei prossimi sei anni ne governera' al massimo due (di sicuro l'Alsazia, forse la Loira). La sinistra ha fatto da calamita al forte e sordo malcontento nei confronti del governo capeggiato da Jean-Pierre Raffarin. I rapporti di forza sono inequivocabili: secondo gli exit poll e le prime proiezioni, la gauche ha incamerato quasi il 50% dei voti contro il 37% del centrodestra e il 13% della destra estrema. L'onda rosa ha travolto anche il grande vecchio della politica francese, Valery Giscard d'Estaing, capolista del fronte moderato nella natia Auvergne dove era in corsa per un quarto mandato di presidente della regione e dove gli hanno invece preferito il socialista Pierre-Joel Bonte'. L'Ump e l'Udf, i due partiti del fronte moderato, non ce l'hanno fatta nemmeno in Poitou-Charentes, il feudo personale di Raffarin, dove la sua protetta Elisabeth Morin e' stata sbaragliata dalla ''zapatera'' della gauche Segolene Royal, ex- ministro del governo Jospin e compagna del leader socialista Francois Hollande. Il centrodestra sperava di controbilanciare in parte la raffica dei rovesci previsti (alla luce del primo turno) vincendo almeno in Ile-de-France, la regione di Parigi governata negli ultimi sei anni da una maggioranza di ''gauche plurielle'' non proprio brillante. Ma nemmeno qui e' passato. L'onda rosa non e' stata favorita soltanto dal diffuso desiderio di punire il tandem Chirac-Raffarin per l'economia che non decolla, per la disoccupazione che aumenta, per le riforme poco gradite (in testa quella delle pensioni) e per un malessere sociale che nell'immaginario della gente si aggrava. 29 Mar 2004 sabato, marzo 27, 2004
sabato, febbraio 21, 2004 ANTONIO TABUCCHI Telecom aggiorna tutti i clienti di Alice a 640 Kbps: dall'11 Marzo. Tutti gli utenti di Alice ADSL a 256 Kbps verranno "aggiornati" a 640 Kbps e senza alcun costo aggiuntivo rispetto all'attuale canone. L'annuncio arriva da Telecom che fissa anche una data per l'upgrade: l'11 marzo. venerdì, febbraio 20, 2004 Appello online indirizzato a Silvio Berlusconi su www.igirotondi.it |